Italcementi Vibo Valentia Marina: Cittadini in allarme e preoccupati per la propria salute.
10 novembre 2010 | Di: Daniele Coloca
A pochi mesi dalle elezioni comunali, i cittadini di Vibo Marina, frazione del comune di Vibo Valentia, in Calabria, sono in allarme.
I cittadini sono allarmati dalla ventilata ipotesi che lo stabilimento della Italcementi possa utilizzare Cdr (combustibile derivato da rifiuti) come carburante per i loro forni.
Vibo Marina, situata sul Mar Tirreno nel golfo di Sant’Eufemia nella splendida e incantata costa degli Dei, doveva essere il volano, secondo gli annunci di coloro che oggi siedono a palazzo Luigi Razza, per il rilancio economico e turistico del comune; traino della ripresa economica che, dopo la tragica alluvione che nel 2006, ha messo in ginocchio tutte le frazioni marine e non solo.
Oggi, i sogni e le promesse prospettate ai cittadini durante la campagna elettorale, sembrano, se le ventilate ipotesi venissero confermate, essere gravemente tradite.
Infatti, mentre si assiste inermi all’aumento dei casi di decesso per tumore, la comunità apprende che riparte l’iter avviato dall’Italcementi per trasformare il cementificio in un inceneritore. Nonostante l’intera comunità sia contraria a trasformare il cementificio postbellico in un inceneritore la proposta di bruciare (oltre al Pet-Coke) rifiuti, gomme e plastiche usate ottiene credito presso gli enti locali.
Il silenzio assordante dell’Amministrazione e la mancanza di informativa genera allarme nella comunità che invece va opportunamente informata soprattutto sulla cautela a tutela della salute. A cominciare dalla certezza sulla provenienza e sul tipo di rifiuti che dovrebbero essere utilizzati nell’inceneritore, nonché sul tipo di filtri che dovrebbero essere utilizzati. Invece sembrerebbe che solo pochi assessori stiano partecipando all’iter procedimentale che dovrà portare all’utilizzo del cdr e che la gran parte dei Consiglieri comunali, come del resto l’intera popolazione, sia stata tenuta all’oscuro di tutto.
Mentre in Italia, seppur lentamente rispetto all’intera Europa, si sta insinuando la logica della raccolta differenziata e della riduzione dei rifiuti, dalle nostre parti i comuni più che ricicloni bisognerebbe definirli comuni raccoglioni. Quando si fa una raccolta differenziata finalizzata al riciclo bisogna capire perché va fatta, quali sono gli obiettivi, e intervenire quindi concretamente realizzando impianti adatti alle esigenze dell’utenza presa in considerazione. In molti, invece, fanno la raccolta e si fermano lì.
Troppe volte, si misurano le percentuali di raccolta, senza controllare, poi, quanti di questi “materiali” raccolti vengano effettivamente riciclati.
Vorremmo che il nostro comune più che agli inceneritori o cdr che siano, pensasse allo sviluppo di tutte quelle politiche atte allo sviluppo di una corretta raccolta differenziata ed a un effettivo riciclaggio dei rifiuti. Questo, secondo noi, è il vero motore per salvaguardare l’ambiente, la salute dei cittadini e allo stesso tempo favorire lo sviluppo economico e turistico della costa.
Da dove cominciare? Guarda il video:
In: Ambiente, Economia, Etica, Giovani, Lavoro, Politica, Salute e sanità, Sicurezza
