Scuola: l’educazione alla legalità deve partire dalla famiglia e dalla scuola
29 settembre 2010 | Di: Daniele Coloca
La segnalazione del padre di una studentessa che frequenta una scuola superiore di Lamezia Terme pubblicata su il Quotidiano della Calabria.
LAMEZIA TERME –Da sempre si sostiene che l’educazione alla legalità deve partire dalla famiglia e dalla scuola. In occasione della bellissima manifestazione “No ‘ndrangheta”, svoltasi a Reggio Calabria il sabato 25, ho chiesto a mia figlia (che frequenta una classe di un liceo di Lamezia Terme), come hanno affrontato l’argomento nella sua classe. Sono rimasto sconcertato nell’apprendere che a scuola non avevano minimamente parlato di questo evento o di argomentazioni connesse, né quel giorno, né nei giorni precedenti. Viviamo a Lamezia Terme, dove il fenomeno ‘ndrangheta e l’illegalità in genere si respira nell’aria e trovo a dir poco scandaloso che in un scuola pubblica della nostra regione non si parla di ciò, nemmeno in occasione di un evento che vorrebbe rappresentare una piccola svolta in positivo nella cultura dell’omertà radicata in questa terra e, ahimè, anche nei nostri giovani. Riprendendo le parole di coloro che sono morti per combattere le mafie, vorrei che giungesse a chi ha il dovere morale ed istituzionale il seguente messaggio: l’indifferenza è uno dei fattori che favorisce l’attecchimento della criminalità e di tutto ciò che l’alimenta. Ebbene: il non parlarne a scuola rappresenta quanto meno indifferenza. Con questo non voglio entrare nel merito del programma d’insegnamento o avere la pretesa che la cultura dell’antimafia rientri in tale ambito (anche se non sarebbe sbagliato), ma mi piacerebbe che almeno in occasione di una mobilitazione generale, la scuola dovrebbe partecipare, se non fisicamente, almeno dedicando 15 minuti all’argomento nelle classi
Risposta del quotidiano: “E’vero in molte scuole non si è parlato della manifestazione e di ‘ndrangheta, ma è altrettanto vero che tante altre scuole erano presenti a Reggio e che in altre ancora, in classe, si è discusso del problema mafia. Purtroppo spesso ci si deve affidare alla sensibilità degli insegnanti, che per fortuna in Calabria non sono tutti uguali.”
Anche noi pensiamo che in tante scuole si approfondiscono discussioni sulla piaga della ‘ndrangheta e che non tutti gli insegnati sono uguali, ma è altrettanto vero che in alcune scuole questa sensibilità manca. Il contesto storico-sociale nel quale la scuola italiana e in particolare quella calabrese si trova attualmente ad operare, richiede da parte di tutti gli operatori scolastici una sempre più rigorosa e puntuale attenzione per alcuni aspetti assai preoccupanti delle vicende nazionali, che sembrano registrare una obiettiva diminuzione della consapevolezza del valore della legalità. Pertanto, la responsabilità, che la scuola si è sempre assunta, di educare i giovani alla società assume oggi aspetti di particolare coinvolgimento e va concretizzata in un rafforzamento dell’educazione alla legalità.
Serve una sensibilità particolare su questi temi nelle scuole e un progetto valido per incentivare ed educare i ragazzi al lavoro ed alla legalità. Tutto questo per formare le coscienze e anche creare sviluppo. La ‘ndrangheta si nutre del bisogno. I nostri ragazzi al contrario devono nutrirsi di cultura ed educazione.
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