“Dentro di me” o "Dentro Cosa Nostra"?
24 maggio 2010 | Di: Domenico Zappavigna
“Dentro di me” non è il titolo di un libro di Prisco, il titolo di una canzone di Faber o il nuovo film di Soldini, bensì è l’inizio di una intercettazione fatta dai Carabinieri di un colloquio tra Giuseppe Pelle (di San Luca) e Giovanni Ficara (di Reggio Calabria), due appartenenti alla ‘ndrangheta. A pronunciarle, in particolare, è Ficara, un criminale che si interroga sulla propria vita, come ognuno di noi si domanda se rifarebbe tutto, se rivivrebbe la stessa vita. La risposta che si da è si, a lui piace vivere nella clandestinità, piace procurare del male, del dolore, piace vivere nell’eventualità di essere ucciso, ma soprattutto piace uccidere.
Continua Ficara, “che ci posso fare se sono nato così”. Certo anche Peppino Impastato e Rita Atria sono nati in una famiglia di mafia, ma non per questo mafiosi, anzi eroi della lotta alla criminalità organizzata. E poi perché il Ficara sente la necessità di trovare una giustificazione a quel che fa, in fondo a lui piace!
Ma le parole più sconvolgenti sono altre, pronunciate da Pelle “mio padre ha fatto una strada che si è creata con dignità, con onestà. Non è che per tutti… è stato buono. È buono e noi qua per tutti siamo buoni. La maggioranza dice che è buono, però ci sono quelli che dicono che non è buono, ma a noi ci interessa la maggioranza che dica che è buono”.
Ma a quale maggioranza si riferisce? Forse alla maggioranza delle persone che vive a San Luca, a Bovalino, a Locri, a Reggio Calabria, in Calabria tutta. Se è così è facile capire perché la città dei bronzi di Riace tollera un gruppo di persone che applaude un boss appena arrestato, perché ragazzi di 18/19 anni si possono comprare auto da 50 mila euro senza temere controlli da parte delle forze dell’ordine, è facile capire perché in aree di una povertà economica quasi assoluta nascono in poco tempo diversi centri commerciali che offrono lavoro, forse in nero, di sicuro sottopagato, ma offrono lavoro ben accettato dalla popolazione, visto che lo Stato “non ci pensa”. Se è così allora è finita. Fermiamoci, abbiamo perso!
Ma non deve essere così, chi appoggia questa gente è solo una piccola minoranza, questa gente deve sapere di essere detestata e non sostenuta da buona parte dei calabresi. Voi Ficara, voi Pelle non siete “buoni”, siete esattamente il contrario, la “cattiveria”, siete il nostro cancro, la manifestazione della sconfitta della dignità di un popolo.
di Massimo Procopio
In: Riflessioni

2 Responses to “Dentro di me” o "Dentro Cosa Nostra"?
paolo
16 agosto 2010 alle 10:43
….PER VINCERE LA MAFIA E I MAFIOSI DOVETE SCRIVERE SU TUTTI I LORO MURI, LE LORO CASE CHE SONO DEI POVERI “RICCHIUNI IGNORANTI” REPRESSI, SPOSATI PER VERGOGNA CON DONNE BRUTTE, FRUSTRATE CHE L’ INCENTIVANO ALL’ODIO DELLA LORO TERRA, ALLA VIOLENZA DEI PROPRI FIGLI E ALLA DISTRUZIONE DELLA PACE. SCOMPARIRA’ IN POCHISSIMO TEMPO….
Massimo Procopio
8 novembre 2010 alle 15:29
Mi dissocio da quanto scritto da Paolo. La realtà è molto più complicata e l’utilizzo di certi termini è offensivo nei confronti dell’essere umano